Cara Medea 18-19 luglio

Cara Medea 18-19 luglio

12,00 €

di Antonio Tarantino regia e interpretazione Francesca Ballico per CUORE D'ITALIA

Medea la barbara, la straniera, porta la voce di lingue sconosciute, la ferita della carne degli uccisi, il sacrificio dei figli, fatti a pezzi per Giasone, il moderno, lo scaltro, il pragmatico. Nella versione di Antonio Tarantino, scomparso lo scorso aprile, dietro i nomi del mito si arrabattano due disgraziati, offesi dalle guerre, rovinati dal vino cattivo, e dalle prestazioni sessuali consumate tra i camion nelle strade di frontiera.

Nella sua interpretazione, Francesca Ballico, inchioda la sua Medea alla comunicazione di una grottesca telefonata d'amore impossibile che ricorda La voce umana di Cocteau, sputando dentro la cornetta dolore e sarcasmo in un impasto linguistico che mescola idiomi slavo-balcanici con l'italiano corrotto di Tarantino e il friulano. Una vera "prova d'attrice" per un monologo che attraversa 6 lingue, senza mai trovare requie, proprio come la Medea straniera del mito.

La scelta di ripetere e riprendere il testo di Cara Medea in diverse lingue dell'est europeo corrisponde esattamente alla mia intuizione drammaturgica originaria: dove il personaggio del mito viene precipitato in un inferno di irreali realtà post belliche, in un mondo che s'insegue vanamente alla ricerca di un senso di sé che forse non ha mai avuto, prima ancora di averlo smarrito. “Altro che pompini!” esclama la protagonista – un'infanticida – pensando a ben altri delitti riassunti tutti in un nome terribile: Sobibor. Un nome tra i tanti confuso in una assurda geografia, in un folle percorso al termine del quale un inebetito Giasone attende il ritorno della sua cara Medea. Interpretata con grande intensità da Francesca Ballico” (Antonio Tarantino).

 

Francesca Ballico ha seguito come attrice la ricerca sulle nuove drammaturgie di Luigi Gozzi. Ha all'attivo recitals in festival internazionali per la regia di Monica Maimone. Per molti anni ha lavorato a Teatri di Vita come pedagoga, regista e attrice diretta da Andrea Adriatico in diverse produzioni (tra cui Orgia di Pasolini, Le quattro gemelle di Copi e nel film Il vento di sera). Dirige e interpreta Quel che si chiama vita drammaturgia Stefano Casi e Cara Medea di Antonio Tarantino. Partecipa poi a Musica e demoni ideato da Candace Smith e a La città della gioia regia di Ennio Ruffolo. Tra gli ultimi lavori di cui è interprete e regista, realizzati in residenza ERT e prodotti da Ca' Rossa: Messmer di Patrizia Vicinelli (violoncello Enrico Guerzoni), Pupattole. L'identità verso sera fa male dedicato a Laura Betti, con canzoni a cura Luisa Cottifogli e Camilla Missio e Muoio come un paese di Dimitris Dimitriadis con musica elettronica di Antonia Gozzi e disegni di Pastore. Insegna recitazione alla BSMT di Bologna.

Cara Medea

di Antonio Tarantino

regia e interpretazione Francesca Ballico

produzione Teatri di Vita